Il mulino incantato di Angelina
Dicembre 2017 - Pubblicato in Protagonisti

“Come mi è venuta l’idea di scrivere questo racconto per bambini?... Guarda, è successo per caso, e mai avrei pensato di arrivare tra i primi dodici!”

Così Angelina Marzotto mi racconta del concorso a cui ha partecipato, il Premio letterario nazionale “Per le antiche vie”, arrivato alla sesta edizione. I racconti erano a tema libero, ambientati in Friuli Venezia Giulia. Con il "Il Mulino incantato”, ambientato tra i mulini di Stalis e la fontana di Venchiaredo, è arrivata a far parte della rosa dei 12 finalisti, di cui quattro si sono classificati sul podio. Pensate che al concorso hanno partecipato 158 persone, provenienti da tutta Italia e da paesi europei ed extraeuropei. Oltre al concorso letterario, in parallelo c’è stato il concorso per illustratori, ai quali è toccata a sorte, uno dei dodici racconti da rappresentare. La pittrice Letizia Zancopè di Valvasone (PN) ha rappresentato con un bellissimo quadro il racconto di Angelina. La premiazione ha avuto luogo alla ex centrale elettrica di Malnisio, ora trasformata in museo e Science Centre, a Montereale Valcellina (PN), dove sono stati premiati i racconti valutati da una giuria composta da Rocco Burtone, scrittore e musicista e pittore, Angela Felice, studiosa di letteratura e teatro, pubblicista, critico teatrale de “Il Gazzettino”, Nico Nanni, giornalista professionista, già caposervizio della redazione pordenonese dell’agenzia di stampa “Regione Cronache”, Ofelia Tassan Caser che è stata direttrice della biblioteca civica di Pordenone, Marco Salvadori (presidente di giuria), direttore della biblioteca civica di Casarsa della Delizia. Ma partiamo dall’inizio.

La prima domanda che mi sono posta, quando ho incontrato Angelina è stata su dove le fosse venuta l’idea. Così mi ha spiegato che l’ispirazione di scrivere un racconto ambientato tra i mulini di Stalis e la fontana di Venchiaredo non era nato per il concorso, ma quest’idea risale più o meno al 2014, quando il gruppo “Racconti… amo” della biblioteca civica di Cordovado, cercava un libro ambientato proprio a Cordovado e dintorni da leggere ai bambini nelle numerose attività di lettura da loro proposte, ma ahimè, dopo numerose ricerche non aveva trovato nulla. Da qui parte il tutto. Ad Angelina era capitato molte volte di inventare delle storie per la figlia, quando era piccola, ed essendo molto legata ai mulini di Stalis, che le ricordano la sua infanzia, quando viveva in una vecchia casa con un boschetto dove passava le giornate a giocare e a vedere le stagioni che passavano, decide di mettersi al computer e di provarci.

Successivamente propone al gruppo “Racconti…amo” il suo racconto, non svelando il nome dell’autrice per non avere dei giudizi condizionati, e riceve l’approvazione di tutti. Una volta risolto il mistero relativo al nome della scrittrice, viene realizzata, la prima domenica di giugno dello stesso anno, una mostra ai mulini di Stalis con i disegni fatti dai bambini della Scuola primaria di Cordovado a cui era stata proposta e letta la storia. Ma soltanto nel 2017, Angelina decide di inviare il suo racconto al concorso, non aspettandosi assolutamente di arrivare tra i primi dodici. Ed ha proprio ragione quando dice che è una cosa nata dal nulla, da un’idea di un gruppo, dal provarci per vedere se va. Dovevate vederla, mentre mi raccontava la storia, soprattutto del personaggio che mi ha colpito di più, il piccolo Alvise, il suo contatto così puro, così magico con la natura, un personaggio che rappresenta la scrittrice stessa, il modo in cui me lo ha raccontato, si vedeva che era il frutto di un lavoro in cui ci aveva messo molto del suo, la sua infanzia, i suoi ricordi, se stessa. Anche la morale è importante perché Angelina ha voluto far capire che, per i buoni, esiste una sorta di giustizia contro i prepotenti. Questo, secondo me è il messaggio più importante. La storia ti lascia quel pizzico di magia, quella nostalgia di quando, bambino, guardavi il mondo con occhi diversi, sinceri e spontanei, perché dobbiamo ricordarci che prima di essere adulti anche noi siamo stati degli eterni sognatori.

Lisa Codignotto

 

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